Albe, nuovi inizi

Sistemando casa prima di un grande trasloco ho ritrovato vecchi quaderni e copioni, tutto è partito da una scatola, uno scatolone nero in cui avevo riposto con cura il mio lavoro degli ultimi anni.

È stato emozionante viaggiare indietro nel tempo, fra le pieghe della scrittura di me vent-trent-quarant… etc etc. Vedere fissate su quelle pagine le mie parole, cambiate nel tempo, scritte in velocità o pensate con cura.

La straordinaria potenza di quello scatolone zeppo di ricordi, di passione, di epifanie. La forza di alcune parole scritte ai margini che risuonavano vive, che mi riportavano al momento stesso in cui erano state scritte e… altre, sillabe abbandonate, appartenute ad un passato che faccio fatica a inquadrare, una me sfocata che mi osserva al di là del foglio e in cui non riesco a specchiarmi ora.

Eppure ero lì, le ho scritte io quelle parole, e se non riesco a riconnettermi con quello stato d’animo forse non è colpa loro, non posso biasimarle di non essere abbastanza forti o intense, forse sono io che non riesco – oggi – a lasciarmi trasportare da certe emozioni.

Guardo quelle pagine con benevola compassione e passo oltre, finché qualcosa non ruba il mio sguardo. Una delle prime bozze de I guardiani del Nanga. Un cimelio, un sopravvissuto alla falce del riordino.

I miei appunti appaiono nitidi, sicuri. I nomi, le date, i luoghi. Cercare, vedere. Sta scritto accanto a molti di loro. Sì, perché le parole nascono anche dagli occhi. Talvolta si prendono dalle lacrime, altre volte dalle pieghe in fondo alle palpebre, quelle del riso o della messa a fuoco. Quelle parole che nessuno riesce poi a portarti via. Ecco, loro, mi hanno fatto tornare alla mente decine di ricordi, immagini evocate e sensazioni potenti.

Per questo motivo sono convinta che quelle stesse parole risuoneranno oggi in modo ancora diverso nel borgo di Stavoli, dove porteremo lo spettacolo sabato sera. Perché quelle parole non appartengono solo al palcoscenico: sono della montagna, della terra, del ghiaccio, del vento.

E allora vi aspetteranno lassù, in un festival dove si intrecciano arti e culture, persone e storie. E lì vi aspettiamo anche noi.

“I guardiani del Nanga”

Stavoli (Moggio Udinese) – UD

21 settembre ore 19.00

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