La bellezza delle cose fragili
Taiye Selasi – Einaudi Editore
Se dici «La Cina, l’antica Cina, l’antica India», tutti pensano ooh, antica sapienza orientale.
Tu dici «L’Africa antica», tutti pensano insignificante.
Polverosa e irrilevante. Perduta.
Non gliene fotte niente a nessuno.
Ghana Must Go
J’assume les raisons qui nous poussent de changer tout
J’aimerais qu’on oublie leur couleur pour qu’ils esperent
Beaucoup de sentiments de race qui font qu’ils desesperent
Je veux les grandements ouvertes
Des amis pour parler de leur peine, de leur joie
Pour qu’ils leur filent des infos qui ne divisent pas changer
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C’è tutto nel libro di Taiye Selasi.
C’è il caldo del Ghana e il freddo di Boston.
La sabbia, la neve.
Ci sono i conflitti generazionali e confini labili, tra patria e patrie, e senso di appartenenza.
Ci sono luoghi che somigliano ad altri perché sono intrisi di tristezza, anche se distano migliaia di chilometri di distanza.
C’è una famiglia senza gravità, sparsa per il mondo, come dopo la deflagrazione di una bomba.
C’è l’Africa contemporanea, amata e odiata, lontana dai cliché coloniali.
La vita, la morte, la famiglia, il sangue che intreccia le storie.
La domanda è molto semplice:
Perché Kweku Sai, padre di 4 figli, marito di Fola, brillante medico chirurgo ghanese trapiantato in Nord America, muore lontano dalla sua famiglia.
A piedi scalzi, nel giardino di una grande casa vuota.
Il gioco di vite che si rincorrono tra i continenti e un’altalena di emozioni, la narrazione è tesa su un filo, le voci interiori dei personaggi si fondono con il ritmo dei tamburi, la palla passa da Kweku a Olu, da Olu a Taiwo, da Taiwo a Kehinde, da Kehinde a Sadie, da Sadie a Fola.
È lei in qualche modo a chiudere il cerchio della grande famiglia Sai.
Lei, che come una grande madre tiene tutti dentro di sé, e ad ogni parte del suo corpo corrisponde un piccolo dolore, un piccolo spazio dove accoglierli tutti.
Non c’è espressione yoruba che equivalga a ti voglio bene, perché
«Se vuoi bene a qualcuno, glielo dimostri»
Ed è il romanzo delle occasioni mancate, del riscatto negato, della vita che rotola nonostante tutto.
Non c’è una storia da dipanare, perché ce ne sono infinite.
È un romanzo doccia, lasci scorrere l’acqua sulla tua pelle, calda, fredda, sporca, pulita, arriva tutto insieme.
Non puoi fare a meno di restare là sotto, e prendere tutto ciò che arriva.
Finché i tamburi accompagneranno, come in un sogno, la tua danza.
