«La vita è come il tennis, vince chi serve meglio» David Foster Wallace – Infinite Jest
È quello che ho pensato questa mattina, mentre incassavo l’ennesimo 15 giocato con una buona prima di servizio.
Che ovviamente non era mia.
Pare impossibile, guardandomi adesso, che vent’anni fa il manico della mia racchetta aderisse perfettamente alla mia mano, tanto da averne disegnato i solchi e i calli a sua immagine.
Pare impossibile che questa ranocchietta rachitica sia la stessa pallettara, i piedi sulla riga di fondo, che lanciava traiettorie impossibili con il rovescio a due mani.
Eppure sono ancora lì, quando la palla supera appena la metà campo sinistra, un poco alta sopra la rete, sono ancora lì che stringo la racchetta e mi lancio sulla povera palla appoggiandomi con tutto il peso, come un tuffo a testa da un trampolino altissimo, ora o mai più. Gli occhi puntati su quella piccola sfera. Il sibilo del telaio della racchetta che passa a pochi centimetri dalla faccia. Dai che va.
In realtà io penso sempre che quando riappoggerò il piede a terra potrebbe cadermi qualche vertebra, però quando le corde impattano la palla mi dico che, anche fosse, ne è valsa la pena.
Penso a mille cose in quella frazione di secondo. L’impatto, piega le gambe, spingi con il braccio sinistro, guarda la palla, e poi, come una doccia fredda:
Attenta alla schiena, il ginocchio sinistro. La gamba! La gamba tira. Ok, ora torna su. Piano. Brava. Sei ancora intera. Non girarti troppo velocemente, ricordati la cervicale. Prendi fiato, così. Respiri profondi, servono a rilassare i muscoli.
La palla è dentro. Lui non ci arriva, è troppo angolata. Brava.
È l’unico punto in tutto il game.
Ma chissenefrega. L’ho fatto, di nuovo. Il mio rovescio è sempre lì.
Siamo soli, il campo è deserto.
Qualche cornacchia gracchia su un ramo.
Ma io vedo lo sguardo soddisfatto del coach sulla panchina.
Ho perso 6 a 2, una lente a contatto e guadagnato qualche nuova protrusione tra L4 e L5, ma il rovescio c’è.
Sorrido. Ho di nuovo 17 anni e questo è lo sport più bello del mondo.
