Esordi coraggiosi

Teorema dell\’incompletezza di Valerio Callieri (Feltrinelli, 2017)


Due fratelli. Un padre morto, ma vivo, presente come un fantasma. Apparizione e metafora, trait d\’union di un legame apparentemente spezzato, dalle divergenze politiche, dal retaggio culturale, dalla vita. Due semi della stessa pianta cresciuti nella stessa serra, che sono diventati due alberi completamente diversi, opposti quasi, ma che fanno parte del medesimo disegno.

Tutto inizia con il ritrovamento di uno strano codice criptato, dietro una cornice del bar del padre, e dov\’è stato ucciso, probabilmente per una rapina.


I due fratelli cominciano ad indagare.

Il protagonista – senza nome – è il portabandiera di una generazione che non ha un luogo, un posto, uno scopo apparente. Suo fratello, un poliziotto, meticoloso, lineare, quasi mistico in tutte le sue teorie e nelle sue azioni, sempre pesate da un filo a piombo che ne delinea la traiettoria letale. Entrambi cercano indizi sulla morte del padre, in modi e con mezzi diversi. Tito, il poliziotto, compone un diario criptato in cui alterna riflessioni sulla politica italiana a ricostruzioni minuziose attraverso stralci di documenti, mentre suo fratello, a braccio, si lascia trascinare dagli eventi, che avvengono dentro e fuori la sua testa, e dalle visioni, del padre – presenza quasi ectoplasmatica – che compare trascinandolo in flashback tridimensionali.
Entrambi cercano la verità, entrambi si scontreranno con le bugie che ancora tengono in tasca le chiavi dei nostri armadi della vergogna, di quei segreti di stato, di quelle morti inspiegabili, di quella strategia della tensione che – luce sulla contemporaneità – conosciamo fin troppo bene, perché negli anni Settanta era casa nostra.


Callieri intreccia una trama complicata e avvincente, passando agevolmente dalle Brigate Rosse al G8 di Genova, facendosi largo tra \”i cadaveri che ancora vibrano appesi all\’albero della Storia\”, uno su tutti, più volte citato: Aldo Moro.
Molto coraggioso, perché Callieri – classe 1980 – non ha paura di guardare dentro al buio della nostra storia, restituendoci un quadro multicolore e vivo, attraverso il paradosso del teorema di Gödel, il paradosso di una verità che non può essere dimostrata.

Sono questi gli ingredienti per il romanzo d\’esordio di Valerio Callieri. Un romanzo che inchioda già dalle prime pagine, con la visione di una Roma che abbraccia quasi 40 anni di storia, e mischia vita privata, eventi cruciali per la storia italiana, e una buona dose di surrealtà.

È un libro che ha in sé grandi potenzialità: un esordio coraggioso, è stato definito.


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