Mi ricordo quando passavo ore a guardarla.
Prendevo il treno, l\’autobus, poi la metro, ancora autobus, una volta anche una lunghissima camminata a piedi perché c\’era sciopero dei mezzi.
E poi via a perdersi per i viali del parco, e dritta verso la galleria.
L\’unica cosa che mi interessava.
Sarei rimasta ore a guardare quei corpi incisi nel marmo,
perché mi sembrava che parlassero proprio a me.
La bellezza pura dell\’attimo in cui finalmente gli amanti si sfiorano.
La crudeltà del sortilegio che fa del loro amore un amore impossibile.
E nell\’attimo stesso in cui si sfiorano, si perdono per sempre.
